Il 15 marzo scorso a Milano nello stand dei nostri amici di PEFC che ospitava (RI)GENERIAMO, all’interno di “Fa’ la cosa Giusta!”, la più grande fiera in Italia del consumo critico e degli stili di vita sostenibili a cui abbiamo partecipato per il secondo anno consecutivo dopo il debutto nel 2025 (quando presentammo la nuova linea di prodotti “Punti di Vista”), abbiamo assistito a un evento insolito: la favolista Elisabetta Maùti ha raccolto i bambini per parlare di un personaggio che è presente in moltissime favole ma che non è mai il protagonista.
Di chi si tratta?
Ma del bosco, naturalmente!
Il bosco, infatti, abita in tutte le favole classiche, da Cappuccetto Rosso a Pollicino, da Hansel e Gretel a Harry Potter. Il bosco, però, non ha mai un ruolo centrale, quasi fosse un personaggio secondario, un fondale come tanti altri. Ma questo non succede solo nelle favole per l’infanzia, perché anche molta letteratura che potremmo chiamare “per adulti” considera il bosco un elemento del paesaggio: da Parsifal e i cavalieri della tavola rotonda, fino a MacBeth, che agisce senza timore, sapendo che il bosco non può fargli paura, perché mai si sposterà dalla sua sede.
Ma come Macbeth è costretto a ricredersi, anche i bambini hanno dovuto cambiare prospettiva, perché il bosco non è un semplice fondale, ma un organismo vivo e composito, complesso e organizzato, formato da una moltitudine di soggetti: alberi, piante, arbusti e funghi. Ed è anche abitato da insetti, animali e uccelli. Una vera e propria comunità che garantisce la vita a noi e al pianeta azzurro.
La favolista non si è fermata qui. Ha anche ricordato ai bambini che spesso, nelle favole ambientate nel bosco, sono nascosti dei segreti importanti.
Per esempio il segreto di Cappuccetto Rosso, che ci dice del desiderio di ogni bambino di attraversare il bosco, proprio perché la mamma le ha appena chiesto di non farlo. Oppure il segreto di Pollicino, che – nonostante sia appunto alto solo come un pollice – riesce a mettere in salvo i suoi fratelli e a rendere ricca la sua famiglia. E ancora il segreto di Parsifal, che non può scappare dal suo destino, nonostante la mamma, per proteggerlo, l’abbia nascosto nel bosco per sfuggire alla vita della corte e dei suoi cavalieri.
Ogni favola nasconde un segreto in fondo al cuore e ogni bosco ospita e protegge i segreti dei suoi abitanti. E così, dopo aver ricevuto un foglietto di carta (rigorosamente marcato PEFC, che garantisce la provenienza da una foresta gestita responsabilmente), i bambini hanno scritto i loro segreti da consegnare al bosco.
Alcuni segreti erano più chiari, come questi:
“Io voglio fare la maestra!”
“Io voglio giocare in porta!”
“Io voglio un camion delle Hot Wheels!”.
Altri segreti erano meno ovvi, come questi:
“Io non voglio perdere mia sorella!”
“Io odio il ciclismo!”.
C’è stato anche un segreto curiosissimo che ha risvegliato in tutti il desiderio di fantasticare:
“Io ho una grotta segreta!”.
Vero? Non vero? Alla fine non importa. Quello che ci preme ricordare a tutti, invece, è l’importanza del bosco. E la necessità di prenderci cura del bosco, come di tutto ciò che ci circonda.
